SUPERCOPPA SUPERUNIPOLSAI!

Ecco la Supercoppa Italiana, la quarta della storia della Briantea84, terza consecutiva in quella che recentemente è stata chiamata la “Golden Age”, l’era d’oro, del club guidato dal presidente Alfredo Marson. A Porto Sant’Elpidio la UnipolSai ci ha impiegato poco più di due quarti a imporre la sua supremazia su Santo Stefano Marche Avis, 25’ per ribadire che gli equilibri – almeno in questo avvio di stagione – non sono mutati. Il risultato finale di 78-45 non racconta esattamente quella che è stata partita molto dura dal punto di vista fisico, giocata con grane intensità fino alla fine, nonostante il divario presto creato. I marchigiani non hanno mai mollato, questione di orgoglio, sete di rivincita e voglia di scrivere una pagina di storia. In entrambi i team. Decisivo per la UnipolSai il break dell’italo-agentino Adolfo Berdun (26 punti a fine match) che negli ultimi 60 secondi del secondo tempo come una furia ha portato negli spogliatoi le speranze dei biancoverdi: 9 punti in scia, 38-17 sul tabellone e da li non si è più tornati indietro.

“Un risultato in parte inaspettato, principalmente per il divario che si è presto creato – ha ammesso a caldo il coach della Unipolsai Marco Bergna -, abbiamo lavorato molto duramente per prepararla e oggi abbiamo giocato in maniera eccellente, già nei primi due quarti avevamo messo una pietra importante sulla vittoria. Abbiamo visto una vera squadra in campo, il primo obiettivo che volevamo a inizio stagione. Tanta intensità: a dispetto delle rotazioni non è mai calato il ritmo e l’aggressività ha fatto la differenza. Portiamo a casa questo trofeo e da qui partiamo per costruire il gruppo che vedremo in questa stagione: la motivazione non ci manca, il talento neppure. Un grande plauso ai ragazzi per la dedizione con cui si sono applicati in queste settimane e per la grinta messa in campo oggi. Non era facile e quindi il merito va riconosciuto. Avanti così!”.

Tripla di Adolfo Berdun in apertura (3-0), poi Giulio Papi ad allungare sul 5-0 con 8’ da giocare. Ancora Berdun a spingere avanti i suoi (7-0) e dopo 2’ è l’ex di turno, Jordi Ruiz, a rompere il silenzio marchigiano e mettere i primi due punti a referto (7-2). Francesco Santorelli è ispirato per il +7 UnipolSai (9-2), mentre Santo Stefano si affida sempre al catalano per stare in scia (9-4) quando sul cronometro sono poco più di 6 i minuti messi in archivio. Sullo scadere dei 24” è la mano di Ian Sagar a far tremare la retina (11-4), risponde Enrico Ghione con il -5 Santo Stefano (11-6). Fallo di Giulio Maria Papi su Sofyane Mahiaoui sotto canestro: il gioco da 3 del francese, libero e canestro, riporta i marchigiani pericolosi sul -3 con 3’40” da giocare. Due su due dalla lunetta per Berdun (13-9), Santorelli spinge i suoi avanti sul 15-9. Cambio Santo Stefano, fuori Ruiz, Feltrin e Bedzeti dentro Schiera, Bocacci e Tanghe. Accorcia Ghione sul -4 (15-11), risponde Santorelli per il 17-11. Dentro Filippo Carossino per Ian sagar, 1’38” sul cronometro: subito a referto la casacca numero 22 della UnipolSai ed è di nuovo +8 Cantù. Ahmed Raourahi dalla lunetta (20-11), Carossino concretizza l’uno su due ai liberi su fallo di Tanghe (21-11). Alla prima sirena, con una percentuale dal campo del 47,1 %, i biancoblù conducono per 21-11.

Fallo di Santorelli su Sabri Bedzeti, spreca dalla lunetta il numero 29 di Santo Stefano. Andrea Giaretti per il 21-13, risponde Carossino con il canestro del +10, massimo vantaggio di match fino a questo momento, con 7’40” sul cronometro. Fuori Jacopo Geninazzi, dentro Simone de Maggi, all’esordio ufficiale in maglia UnipolSai. Giaretti per il 23-15, rimette tutto a posto Raourahi (25-15). Accorcia Davide Schiera (25-17), doppio ferro di Santorelli dalla lunetta su fallo di Ruiz. Metà quarto in archivio, è ancora Raourahi a rimettere la UnipolSai avanti sul +10 (27-17). Il ferro rispedisce al mittente ogni tentativo dei biancoblù, sullo scadere dei 24” è la mano di Berdun a mettere la firma sul +12 Cantù (29-17). I secondi scorrono sul cronometro senza che i quintetti vadano a canestro, poi, nell’ultimo minuto arriva la svolta: 9 punti consecutivi per l’italoargentino in casacca numero 14, 3 canestri e una tripla che fanno volare la UnipolSai avanti sul 38-17. Tutti nello spogliatoio, metà match in archivio: alla seconda sirena il tabellone dice +21 UnipolSai: 53,3% dal campo per i biancoblù (24,2% per Santo Stefano), stratosferico Adollfo Berdun con 20 punti a referto. 

La ripresa è ancora tutta da scrivere: Santo Stefano prova a risalire. Tre punti in avvio per far sentire la sua voce. Mentre De Maggi mette per la prima volta il suo nome a referto con la maglia di Cantù: 2/2 ai liberi (44-21). Tanghe per il 41-23 e Ruiz insiste, Simone De Maggi rimette le 20 lunghezze di distanza (45-25), Berdun trasforma il fallo subito nel 47-25, con 2’45’’ alla terza sirena. Amministrare il vantaggio costa molte energie, mentre Santo Stefano è costretta a spendere falli per bloccare le iniziative della UnipolSai. Ancora Berdun protagonista assoluto del finale di quarto: 10 punti consecutivi che proiettano la UnipolSai sul 55-28 della terza sirena.

Ghione a referto (55-30), risponde immediato capitan Sagar con due centri consecutivi che valgono il 59-30 UnipolSai. Ci prova Santo Stefano con il 59-34 firmato Giaretti, sul fronte biancoblù Geninazzi mette la mano sul 61-34. Rotazione completa in campo per coach Marco Bergna dentro De Maggi, Santorelli, Carossino e Morato fuori Geninazzi, Berdun, Sagar, Perez e Raourahi. Sbaglia Macerata, la UnipolSai in contropiede trova De Maggi a referto (63-34). Santorelli e Carossino (dalla lunetta) mettono altri pezzetti al margine biancoblù (67-34), Ruiz risponde con un 2/2 ai liberi buono per il 67-36 Santo Stefano. Ancora Santorelli e Carossino (71-36), sul cronometro sono ancora 4 i minuti da giocare. Papi dalla lunetta (73-36), Giaretti concretizza il fallo subito da Santorelli e firma il 73-38 Santo Stefano. Con un divario ormai ampissimo la UnipolSai gioca per amministrare il suo vantaggio: ultima parola a lady Laura Morato, suo il canestro mani in faccia che scrive il più bel finale su una partita che vale molto: 78-45.