Leoluca Orlando: "Un progetto che deve contagiare tutti"

Volti curiosi, occhi impazienti e i timori tipici di ogni prima volta. Questa mattina a Villa Nascemi, a Palermo, si sono ritrovati alcuni dei giovanissimi partecipanti del Candido Junior Camp – 1° Sport Summer Paralimpico. A fare gli onori di casa, il sindaco Leoluca Orlando che ha voluto personalmente dare il via a quello che a tutti gli effetti è il primo esperimento di collaborazione tra due federazioni paralimpiche, fortemente voluto anche dal numero uno del Cip Luca Pancalli. Una settimana tra nuoto e basket, con una ventina di ragazzi tra i 10 e i 21 anni alla loro prima esperienza non solo con lo sport ma anche con la vita lontano dai genitori. Autonomia e divertimento, scoperta e volontà di aprire una nuova strada nella vita di ragazzi con una disabilità. Questi gli obiettivi del progetto che ha trovato da subito il pieno appoggio della Fondazione Candido Cannavò e il supporto di Briantea84.

“Lo sport può esistere anche senza una città, diversamente una città non può dirsi tale senza sport - così ha esordito il sindaco Leoluca Orlando -. Con questo camp stiamo aiutando la nostra comunità a costruire la sua identità, stiamo confermando che Palermo è per tutti. Se qualcuno non può fare sport e come se Palermo non esistesse. Ricordandoci che non stiamo parlando di salute ma di benessere, ovvero del vivere bene. Questa idea che le strutture pubbliche devono occuparsi solo di una persona quando è malata non funziona. Io posso avere una disabilità, ma non c’entra niente col fatto che abbia il diritto di vivere bene. Per tutti questi significati ci auguriamo che questa iniziativa possa diffondersi e che Palermo diventi contagiosa in maniera positiva.  Sono molto contento della presenza dell’assessore alla Cittadinanza solidale, insieme abbiamo promosso un tavolo unico per affrontare il tema della cittadinanza di chi ha una disabilità, perché non si può classificare il diritto al benessere di un cittadino in base al fatto che abbia una disabilità o meno”.

“Lo sport è vita, attività educativa, è crescere. Senza differenze – ha aggiunto l’assessore alla Cittadinanza solidale e Beni comuni Giuseppe Mattina -. Palermo vi accoglie con molta gioia, grazie di essere qui e di aver scelto di partecipare a questo progetto. Un modo per dimostrare che possiamo crescere insieme”.

La tavola dei relatori è stata molto ricca, a testimonianza dell’ampia convergenza delle forze istituzionali su tematiche come l’integrazione, lo sport, la cura e l’abbattimento delle barriere, soprattutto quelle culturali. Sono intervenuti alla mattinata il responsabile del progetto regionale sulle mielolesioni Antonio Iacono, Antonio Candela, direttore provinciale Asp (Azienda sanitaria Palermo), Pietro Boncimino, delegato provinciale Cip, e il referente tecnico Finp Sicilia Giulio Polidoro.

Capofila del progetto, Ninni Gambino e Filippo Lobue, rispettivamente delegati regionali di Finp e Fipic. “Il nostro obiettivo è quello di far appassionare i ragazzi allo sport, tutto lo sport senza campanilismi – ha dichiarato Gambino -. Se non sarà nuoto o basket, andrà bene lo stesso. Il nostro lavoro in questi anni è sempre stato improntato alla massima collaborazione, solo ed esclusivamente per il bene dei giovani. I risultati non mancano: oggi abbiamo ben 18 società affiliate alla Finp e l’organizzazione anche di gare con valenza nazionale. Mentre nel basket solo negli ultimi cinque anni sono nate quattro squadre, un vero e proprio successo”.

“Il primo ringraziamento va ai genitori che hanno accettato di affidarci i loro figli, credendo in noi – ha sottolineato Lobue -. Vogliamo rassicurarli: abbiamo cercato di offrire il massimo supporto e ci rendiamo conto della difficoltà di tagliare un cordone ombelicale che spesso è dovuto anche a una necessità di assistenza. Ci prenderemo cura dei vostri figli, grazie a uno staff preparato sia dal punto di vista tecnico che medico-sanitario. Siamo convinti che i ragazzi torneranno a casa cambiati e ci auguriamo che portino via qualcosa di importante da questa esperienza”.

“Siamo molto onorati di far parte di questo progetto – ha affermato Silvia Galimberti, gm della UnipolSai Briantea84 campione d’Italia e tra gli ideatori del Candido Junior Camp nel 2015 -, condividiamo con tutti i presenti, e con i vertici nazionali delle federazioni paralimpiche, l’importanza che lo sport può rivestire nella vita di una persona. Siamo stati accolti in Sicilia con grande affetto: da parte nostra ci mettiamo al completo servizio di questa nuova iniziativa. Siamo felici che il primo Sport summer paralimpico sia stato incluso nel più ampio progetto Candido Junior Camp, perché questa è la terra di Cannavò e in qualche modo si chiude un cerchio. Oltre alla collaborazione durante tutti i giorni del camp, abbiamo spedito a Palermo un furgone con carrozzine da basket per svolgere gli allenamenti: quattro resteranno in Sicilia per favorire la prosecuzione dell’attività sportiva alle realtà locali. Siamo certi che questa esperienza pilota si rivelerà un successo, regalando a tutti i partecipanti bellissimi ricordi e molto entusiasmo”.

 “Sono molto contento di essere qui, ho accettato questa proposta con molto piacere – ha commentato Filippo Carossino, co-capitano della Nazionale italiana Fipic e testimonial ufficiale dell’edizione siciliana, oltre che spalla tecnica di Marco Bergna, coach dell’Under 22 -. La prima cosa che ho pensato è che, anche io, ho iniziato a giocare a basket in carrozzina in un camp organizzato da Briantea84, nel 2010. Pensare che ci sia la possibilità di dare il mio contributo, di condividere delle esperienze sul campo con tutti voi, mi aiuterà a crescere, sia sportivamente sia da un punto di vista umano. Mi piace pensare che la mia storia sia iniziata da un’esperienza come quella che state per vivere, a quel tempo non avrei mai immaginato che la pallacanestro sarebbe diventata la mia professione, la mia vita di tutti i giorni, e che avrei addirittura vestito la maglia azzurra. Mi fa molto piacere essere al vostro fianco condividendo momenti di sano sport. Auguro a tutti voi di divertirvi, perché solo così nascono le grandi passioni”.